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Presunto sfruttamento della manodopera a Barcellona: la Cassazione annulla l’ordinanza per Marchetta e Biondo

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BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Importante svolta giudiziaria nell’ambito dell’inchiesta sulla “Sikelia Oil s.r.l.”, società operante nel settore della distribuzione di carburanti. La Corte di Cassazione (IV Sezione Penale) ha infatti annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Messina che confermava la misura cautelare degli arresti domiciliari per i due soci e gestori di fatto, Maurizio Sebastiano Marchetta e Salvatore Biondo, entrambi di 56 anni.

​I due indagati erano stati raggiunti il 13 ottobre 2025 da un’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Barcellona, che disponeva per entrambi gli arresti domiciliari con il contestuale divieto di comunicazione con l’esterno. La misura era stata successivamente blindata dal Tribunale della Libertà, prima del recente pronunciamento della Suprema Corte che rimette ora tutto in discussione.

​L’indagine ruota attorno al reato di sfruttamento della manodopera. Secondo l’impianto accusatorio, Marchetta e Biondo avrebbero imposto ai propri dipendenti regimi lavorativi ritenuti degradanti e illegittimi:
​Sottopaga: Retribuzioni sistematicamente inferiori ai minimi previsti dai contratti collettivi nazionali.

Il sistema più grave riguarderebbe la tredicesima e la quattordicesima; secondo gli inquirenti, le somme venivano formalmente erogate tramite bonifico, ma i lavoratori erano poi costretti a restituire l’importo in contanti ai datori di lavoro.

​L’attività investigativa è scaturita dalla denuncia presentata il 22 febbraio 2023 da un ex dipendente della ditta. Da quel momento, le forze dell’ordine hanno avviato una complessa attività tecnica composta da:
​Intercettazioni telefoniche ed ambientali.
​Videoriprese presso i punti vendita.
​Testimonianze raccolte da altri lavoratori che avrebbero confermato il clima di pressione.

Con la decisione della Cassazione, il caso torna ora al Tribunale del Riesame di Messina, che dovrà riesaminare la sussistenza delle esigenze cautelari alla luce dei rilievi mossi dai giudici di legittimità.

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BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Importante svolta giudiziaria nell’ambito dell’inchiesta sulla “Sikelia Oil s.r.l.”, società operante nel settore della distribuzione di carburanti. La Corte di Cassazione (IV Sezione Penale) ha infatti annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Messina che confermava la misura cautelare degli arresti domiciliari per i due soci e gestori di fatto, Maurizio Sebastiano Marchetta e Salvatore Biondo, entrambi di 56 anni.

​I due indagati erano stati raggiunti il 13 ottobre 2025 da un’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Barcellona, che disponeva per entrambi gli arresti domiciliari con il contestuale divieto di comunicazione con l’esterno. La misura era stata successivamente blindata dal Tribunale della Libertà, prima del recente pronunciamento della Suprema Corte che rimette ora tutto in discussione.

​L’indagine ruota attorno al reato di sfruttamento della manodopera. Secondo l’impianto accusatorio, Marchetta e Biondo avrebbero imposto ai propri dipendenti regimi lavorativi ritenuti degradanti e illegittimi:
​Sottopaga: Retribuzioni sistematicamente inferiori ai minimi previsti dai contratti collettivi nazionali.

Il sistema più grave riguarderebbe la tredicesima e la quattordicesima; secondo gli inquirenti, le somme venivano formalmente erogate tramite bonifico, ma i lavoratori erano poi costretti a restituire l’importo in contanti ai datori di lavoro.

​L’attività investigativa è scaturita dalla denuncia presentata il 22 febbraio 2023 da un ex dipendente della ditta. Da quel momento, le forze dell’ordine hanno avviato una complessa attività tecnica composta da:
​Intercettazioni telefoniche ed ambientali.
​Videoriprese presso i punti vendita.
​Testimonianze raccolte da altri lavoratori che avrebbero confermato il clima di pressione.

Con la decisione della Cassazione, il caso torna ora al Tribunale del Riesame di Messina, che dovrà riesaminare la sussistenza delle esigenze cautelari alla luce dei rilievi mossi dai giudici di legittimità.

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