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Terremoto Politico a Terme Vigliatore: il Sindaco Cipriano revoca l’Assessore Feminò

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TERME VIGLIATORE – Si chiude bruscamente il rapporto di collaborazione tra il sindaco Bartolo Cipriano e l’assessore Domenico Feminò. Con una determina siglata in data odierna, il primo cittadino ha ufficializzato la revoca dell’incarico a Feminò, che dal 14 ottobre 2021 deteneva le deleghe pesanti ai Lavori Pubblici e all’Edilizia Privata.

La decisione non giunge come un fulmine a ciel sereno, ma rappresenta l’epilogo di una frattura che si è fatta insanabile nel corso degli ultimi mesi.

Le Ragioni della Revoca: lo Strappo sul Bilancio

Secondo quanto si legge nel documento sindacale, alla base della scelta ci sarebbe una distanza ormai incolmabile tra l’indirizzo politico della giunta e l’operato dell’assessore. Il punto di non ritorno è stato raggiunto durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale.

In quell’occasione, Feminò ha espresso aperto dissenso nei confronti dell’amministrazione, dichiarando il proprio voto di astensione sull’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato. Un atto pesantissimo, considerando che il documento è vitale per la sopravvivenza dell’ente, attualmente in stato di dissesto finanziario. “Una situazione che si è palesata con iniziative e documenti non coerenti con l’amministrazione attiva, se non anche in contrasto con la stessa” — si legge nella determina di revoca.

Lo Scontro sul PUG e le Accuse al Sindaco

Il clima era già diventato incandescente lo scorso marzo, quando Feminò aveva inviato una nota al vetriolo riguardante il Piano Urbanistico Generale (PUG). In quell’occasione, l’allora assessore aveva puntato il dito direttamente contro Cipriano (che detiene la delega all’Urbanistica), definendo un atto del sindaco come un fatto di una “gravità unica” nella storia politica del comune.

Feminò aveva contestato al Sindaco di aver impartito direttive tecniche senza alcun confronto preventivo con la giunta o la maggioranza, definendo l’iniziativa:

  • Un “goffo slancio tecnico-giuridico”;

  • In aperto contrasto con la normativa vigente sulla redazione dei piani urbanistici.

Già allora, Feminò si era detto pronto a lasciare la giunta, dichiarando di non voler essere coinvolto in quelle che aveva definito “cadute di stile politico-giuridiche”.

Gli Scenari Futuri

Nonostante l’addio alla poltrona di assessore, Domenico Feminò rimarrà tra i banchi del Consiglio Comunale, dove è stato eletto. La sua posizione, tuttavia, si sposta ora formalmente all’opposizione o comunque in una zona di forte criticità verso la maggioranza di Cipriano.

Resta da capire come il sindaco deciderà di redistribuire le deleghe ai Lavori Pubblici e all’Edilizia, settori chiave per la gestione del territorio, in un momento amministrativo particolarmente delicato per Terme Vigliatore.

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TERME VIGLIATORE – Si chiude bruscamente il rapporto di collaborazione tra il sindaco Bartolo Cipriano e l’assessore Domenico Feminò. Con una determina siglata in data odierna, il primo cittadino ha ufficializzato la revoca dell’incarico a Feminò, che dal 14 ottobre 2021 deteneva le deleghe pesanti ai Lavori Pubblici e all’Edilizia Privata.

La decisione non giunge come un fulmine a ciel sereno, ma rappresenta l’epilogo di una frattura che si è fatta insanabile nel corso degli ultimi mesi.

Le Ragioni della Revoca: lo Strappo sul Bilancio

Secondo quanto si legge nel documento sindacale, alla base della scelta ci sarebbe una distanza ormai incolmabile tra l’indirizzo politico della giunta e l’operato dell’assessore. Il punto di non ritorno è stato raggiunto durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale.

In quell’occasione, Feminò ha espresso aperto dissenso nei confronti dell’amministrazione, dichiarando il proprio voto di astensione sull’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato. Un atto pesantissimo, considerando che il documento è vitale per la sopravvivenza dell’ente, attualmente in stato di dissesto finanziario. “Una situazione che si è palesata con iniziative e documenti non coerenti con l’amministrazione attiva, se non anche in contrasto con la stessa” — si legge nella determina di revoca.

Lo Scontro sul PUG e le Accuse al Sindaco

Il clima era già diventato incandescente lo scorso marzo, quando Feminò aveva inviato una nota al vetriolo riguardante il Piano Urbanistico Generale (PUG). In quell’occasione, l’allora assessore aveva puntato il dito direttamente contro Cipriano (che detiene la delega all’Urbanistica), definendo un atto del sindaco come un fatto di una “gravità unica” nella storia politica del comune.

Feminò aveva contestato al Sindaco di aver impartito direttive tecniche senza alcun confronto preventivo con la giunta o la maggioranza, definendo l’iniziativa:

  • Un “goffo slancio tecnico-giuridico”;

  • In aperto contrasto con la normativa vigente sulla redazione dei piani urbanistici.

Già allora, Feminò si era detto pronto a lasciare la giunta, dichiarando di non voler essere coinvolto in quelle che aveva definito “cadute di stile politico-giuridiche”.

Gli Scenari Futuri

Nonostante l’addio alla poltrona di assessore, Domenico Feminò rimarrà tra i banchi del Consiglio Comunale, dove è stato eletto. La sua posizione, tuttavia, si sposta ora formalmente all’opposizione o comunque in una zona di forte criticità verso la maggioranza di Cipriano.

Resta da capire come il sindaco deciderà di redistribuire le deleghe ai Lavori Pubblici e all’Edilizia, settori chiave per la gestione del territorio, in un momento amministrativo particolarmente delicato per Terme Vigliatore.

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